Il flauto magico

sambucus nigra

Sambuco deriva dal greco sambukè, nome di uno strumento musicale a corde il cui telaio era fatto con il legno di sambuco; nigra deriva dal colore del frutto maturo. I Germani lo chiamavano Holunder ossia “albero di Holda” perchè ritenevano che fosse abitato da questa fata del folklore germanico medievale.

Die Zauberflöte wird dich schützen, Im größten Unglück unterstützen
Il flauto magico ti proteggerà, Ti sosterrà nelle maggiori sventure.

Die Zauberflöte (Il flauto magico)
Emanuel Schikaneder

Il Sambuco, Sambucus nigra, appartiene alla famiglia delle Caprifoliaceae, è un arbusto molto rami cato che può raggiungere i 10 m di altezza. Ha corteccia grigia, foglie opposte, oblunghe, acuminate e con margine irregolarmente seghettato. I fiori bianchi riuniti in in orescenze a corimbo sono molto odorosi. Il frutto maturo è una drupa rotonda, contenente un succo nero-violaceo. Il Sambuco è di uso in tutta Europa, in Asia e in Nordafrica; lo si trova nei boschi e nei luoghi incolti; In Italia è comune trovarlo dal mare al piano montano.

Fin all'inizio del secolo scorso i contadini tedeschi rispettavano così tanto quest'albero che incontrandolo per strada si toglievano il cappello. Nella tradizione tirolese è chiamato farmacia degli dei; pare che il contadino si inchinasse davanti all'albero sette volte perchè sette sono i doni che da esso si ricavano: “Dai germogli si ottiene un decotto che calma le nevralgie; gli impacchi di foglie curano le malattie della pelle; con i fiori si fa' un depurativo e dalle bacche si ottiene uno sciroppo contro le infiammazioni dei bronchi e dei polmoni. Quanto alla corteccia, è emetica o lassativa a seconda della quantità usata: fresca, cura il glaucoma ponendola sugli occhi. La radice, pestata e bollita, è un ottimo decotto e impacco contro la gotta e le malattie del ricambio. Infine dal midollo si ricava una pappa usata, con farina e miele, per lenire il dolore delle lussazioni.” A. Cattabiani.
Si riteneva fosse una pianta protettiva e per questo veniva piantata intorno a fortezze, monasteri e masi di montagna. Questa abitudine è stata riscontrata anche in Danimarca, Russia e Bretagna. Nel folklore tedesco si favoleggiava che oltre ad Holda la pianta fosse abitata anche da coboldi nel midollo, ed elfi nei cespugli. Il flauto magico delle leggende germaniche era un ramoscello di sambuco svuotato che si doveva preparare lontano dal canto del gallo per evitare che lo rendesse roco; il suo suono proteggeva dai sortilegi. Nell'omonima opera musicata da Mozart la Regina della Notte dona a Tamino il magico strumento e a Papageno un campanellino che suonati nell'ora del pericolo li libereranno dai guai. Il sambuco era conosciuto e utilizzato già dai greci e i romani per le sue virtù curative. Ippocrate lo descriveva come diuretico e lassativo.
Oggigiorno si utilizzano i fiori e i frutti, raccolti rispettivamente in primavera e in estate. Con i fiori può essere preparato uno sciroppo oppure una volta essiccati possono venire utilizzati per la preparazione di infusi, invece spremendo i frutti maturi viene preparato il succo. I fiori sono considerati in grado di favorire la sudorazione, diuretici ed emollienti, pertanto utili in caso di disturbi da raffreddamento, artriti, reumatismi, edemi e dermatiti; i frutti lassativi e antinevralgici vengono indicati per contrastare stipsi e cefalea. In mancanza di dati clinici e farmacologici è sconsigliato l'uso in gravidanza e allattamento. Come per tutte le piante ad azione diuretica è necessario prestare attenzione alla contemporanea assunzione di farmaci diuretici (sommazione d'effetto).

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