Il tè svizzero

veronica officinalis

La Veronica è conosciuta anche come tè Svizzero, da non confondere con le erbe svizzere che sono una miscela di piante ad attività lassativa.

Tutto ciò che nasce in questo mondo nasce con un’inspirazione. Perciò, con una nostra espirazione, muore la parte di noi che è stata

I. Dalichow, M. Booth
Aura-soma

La Veronica officinalis appartiene alla famiglia delle Plantaginaceae. E’ una pianta erbacea perenne con caule prostrato ramoso radicante e poi eretto. Ha foglie pubescenti di forma variabile dal rotondeggiante al bislungo con margine dentato e fiori disposti in racemi opposti, con piccola corolla composta da quattro petali di colore variabile tra l’azzurro pallido, il lilla e il rosa violetto, percorsi da venature con tono più scuro. Il frutto è una capsula di forma triangolare.

Cresce comunemente nei boschi e nei pascoli. Fiorisce da maggio a luglio.
Il nome sembra fare riferimento al paragone che, nel Medio Evo, veniva fatto tra il fiore e l’impronta del viso di Cristo sul velo di Veronica che per pietà gli asciugò il vosto sulla via del Calvario. Potrebbe derivare dalla storpiatura di “vera ikona”: “vera immagine”.
Hofmann F., tra i più celebri medici degli inizi del XII sec., “in una sua dissertazione intitolata De infusi veronica ef cacia preferenda herbae teae, attribuì alla pianta notevoli proprietà diaforetiche, tonico-amare per nulla secondarie a quelle del tè cinese”. Non aveva quindi nulla da invidiare alle costosissime droghe esotiche come il tè cinese che in quel periodo erano in voga. Da allora conservò la fama di medicamento.
Maria Treben racconta che i Romani, in seguito all’occupazione della Germania, impararono a conoscere da essi le proprietà medicinali di questa pianta che chiamavano “elisir di tutti i mali” e che volgarmente viene ancora chiamata “panacea universale”. La droga è costituita dalle parti aeree fiorite con le quali può essere preparato un infuso o la tintura madre.

“In passato veniva largamente utilizzata per le forme influenzali e da raffreddamento. L’infuso, di sapore amaro, può essere impiegato come bevanda prima dei pasti per favorire la funzionalità digestiva.” E.Campanini “Dotata di proprietà fortemente astringenti e al tempo stesso emollienti, manifesta un’azione locale decongestionante marcata: l’infuso al 5% viene utilizzato per sciaqui e gargarismi; al 3% nei pruriti persistenti; al 2% nelle in ammazioni e affaticamento degli occhi.” Refit
Le attività principali seganalate dalla Dott.ssa Campanini sono: espettornate, emolliente, diuretica e dapurativa, astringente, pertanto la suggerisce nelle affezioni dell’apparato respiratorio e reumatiche.
In “La salute dalla farmacia del Signore” ho trovato uno stralcio particolarmente interessante: “La Veronica produce un effetto guaritore grandioso nei confronti della nervosità dovuta a fatiche intellettuali. Una tazza bevuta la sera, prima di coricarsi, fa miracoli a causa del suo effetto tranquillante. Il parroco svizzero Künzle consiglia questa tisana prima di andare a dormire alle persone che debbono svolgere un intenso lavoro intellettuale.” In letteratura non sono segnalati effetti secondari e tossici alle dosi terapeutiche a meno che non ci sia una particolare sensibilità individuale.

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